Un dottore di Parma e la spossatezza
Un dottore di Parma mi ha parlato della spossatezza, e ciò mi ha sorpreso, perché quel senso di spossatezza continua, che pare non abbia alcun motivo, è sovente trascurato da alcuni miei colleghi. Eppure io mi occupavo da anni di questo disturbo, e ciò che mi disse quel dottore di Parma mi incoraggiò a continuare nelle mie ricerche. La cosa che mi fece capire di essere sulla buona strada, fu che il dottore di Parma aveva ipotizzato come causa della spossatezza continua esattamente quella che io sostenevo da anni, cioè una disfunzione dell’intestino, mentre oggi di solito si incolpa il cuore. Non vi è dubbio che alcuni di disturbi di cuore, come la tachicardia, si accompagnano spesso alla spossatezza. Ma non è possibile che anche questi sintomi cardiaci siano causati dall’intestino, ad esempio dal gonfiore addominale che preme contro il cuore? Questa mia ipotesi, ancor più generale, mi fu confermata da un medico di base di Trieste, il quale l’aveva constatato su parecchi dei suoi numerosi pazienti.
IL DOTTORE DI PARMA AVEVA RAGIONE: LA SPOSSATEZZA IMMOTIVATA È QUASI SEMPRE CAUSATA DALL’INTESTINO!
Continuando nelle mie ricerche, sono giunto alla conclusione che la spossatezza, quando è apparentemente immotivata, cioè non dovuta a fatiche o a determinate malattie, è quasi sempre causata dall’intestino, e precisamente dall’ autointossicazione intestinale. Questo disturbo si instaura quando il cibo che mangiamo viene assimilato solo in parte, e la parte restante – se resta a lungo nell’ambiente caldo e umido dell’intestino – va incontro ai fenomeni della fermentazione e della putrefazione, i quali liberano sostanze tossiche che provocano quasi sempre uno stato di spossatezza continua. Per avere una prima idea della propria capacità assimilativa – mentre si fanno i relativi esami prescritti dal gastroenterologo – ci si può osservare la pancia: più essa è gonfia, più si ha fermentazione intestinale, la quale genera appunto una grossa quantità di gas, che gonfia la pancia. Comunque, se la cattiva assimilazione viene confermata dagli esami gastroenterologici, resta il problema di migliorarla, il che non è per nulla facile. Cosa fare allora?
LA CURA MAYR PER LA SPOSSATEZZA
Il gastroenterologo e ricercatore austriaco Franz Xaver Mayr (1875-1965) ha messo a punto una cura che ha proprio lo scopo di migliorare l’intera funzionalità intestinale, quindi in particolare l’assimilazione e la conseguente autointossicazione intestinale. La Cura Mayr è molto personalizzata e totalmente naturale, ossia usa solo alimenti e metodi fisioterapici naturali. Gli alimenti usati provengono direttamente dalla Natura, senza aver subito manipolazioni dirette o indirette (inquinamento ambientale) da parte dell’uomo. Per la spossatezza cronica si usano sempre alimenti particolarmente digeribili. La fisioterapia Mayr, sempre molto delicata in caso di spossatezza, è sia passiva (massaggio addominale), che attiva (attività fisica nella Natura).
LA CURA MAYR NON MIGLIORA SOLTANTO LA SPOSSATEZZA CRONICA
La miglior cura per la spossatezza cronica è dunque – a mio avviso – la Cura Mayr, poiché essa combatte la sua causa prima, che è l’autointossicazione intestinale. Nel mio libro Dieta Mayr, reperibile da più di trent’anni in tutte le librerie italiane, potrete avere in particolare una visione approfondita della dieta che in essa si pratica. La dieta Mayr non deve essere confusa con una dieta dimagrante, ma è molto di più. Essa – oltre ad essere molto gradevole – ha anche il vantaggio di migliorare la salute in generale, poiché è indicata per molte altre malattie provocate dall’autointossicazione intestinale. Sono proprio queste le malattie descritte nella varie pagine del mio sito.
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Dr. Paolo Cataldi
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