COME POSSIAMO LIBERARCI DAI GONFIORI SOTTOCUTANEI ?

I VARI TIPI DI GONFIORI SOTTOCUTANEI

Vi sono vari tipi di gonfiori sottocutanei, ma qui intendo trattare solo quelli non dovuti a gravi malattie, ma ad una leggera ritenzione idrica provocata per lo più da uno stato di intossicazione generale, il quale a sua volta è causato da abitudini dietetiche errate. Cito ad esempio la cellulite, oppure un leggero gonfiore alle caviglie, o ad un gonfiore esteso quasi a tutto il corpo, che si considera quasi “costituzionale”, ma che non è per nulla assimilabile all’obesità, essendo il peso corporeo del tutto normale o addirittura sotto la norma.

gonfiori sottocutanei

IL MIO CONSIGLIO PER RIDURRE I GONFIORI SOTTOCUTANEI

Come sempre ho fatto in questo mio sito, il consiglio che vi voglio dare riguarda l’alimentazione, la quale è a mio avviso il più potente fattore per gestire la propria salute, se è usata nel modo giusto.  Ma, come sempre, cercherò di darvi un consiglio di facile esecuzione, che non sconvolga le vostre abitudini alimentari, e anzi che – se ben applicato – vi porti a gustare ancora di più la vostra dieta quotidiana. Nel caso dei gonfiori sottocutanei si tratta di questo: dovreste eliminare una portata dei nostri pasti che è quasi sacra per noi italiani, e precisamente i primi piatti, o come si suol dire i “primi”, cioè pasta, riso e polenta. Non spaventatevi. Quasi tutti i nostri vicini europei lo fanno, e così pure i nordamericani, quindi in tal caso saremo in buona compagnia. Comunque vi voglio dare qualche cenno alle motivazioni scientifiche che spingerebbero ad una tale decisione.

PERCHÉ ELIMINARE I PRIMI PIATTI?

I primi piatti sono sostanzialmente dei cereali bolliti in acqua. I cereali sono, tra tutti i cibi, quelli più ricchi di amido (per cui sono anche chiamati amidacei), cioè quel particolare tipo di carboidrato che viene digerito in due riprese: una prima volta dalla saliva, e una seconda volta dal succo pancreatico e intestinale. Se noi mangiamo un amidaceo cotto al forno, cioè piuttosto asciutto o addirittura secco, la saliva penetra facilmente in esso e ne inizia la digestione già in bocca. Invece, se lo mangiamo impregnato d’acqua, la saliva non riesce a penetrare in esso, e la digestione salivare non avviene. La digestione intestinale avviene comunque, ma se la natura ha previsto due digestioni, ovviamente quest’ultima non può essere completa. Il risultato è che resta nei tratti bassi dell’intestino una parte non digerita, che inevitabilmente fermenta. E la fermentazione – come già ricordato più volte in questo sito – provoca intossicazione, cioè liberazione di sostanze tossiche. E sono proprio queste tossine che impregnano, tra l’altro, il nostro tessuto sottocutaneo, trattengono acqua e danno luogo alla ritenzione idrica.

QUINDI COSA FARE IN PRATICA ?

In pratica, per mantenere inalterato l’apporto di amidi, occorre sostituire i primi con amidacei cotti al forno (pane, cracker, pizza, grissini, etc), oppure con vegetali contenenti una piccola quantità di amido, come le patate o altri tuberi, che non assorbono l’acqua della bollitura essendo già essi stessi ricchi d’acqua. Come ho già accennato, più di mezzo mondo non mangia il primo, ma se mai abbonda nel secondo con contorno ed eventualmente nel dessert, per cui non ci sarebbe niente di strano a prendere una tale decisione, che – oltre a liberarci dai gonfiori sottocutanei – migliorerebbe la nostra salute generale !

 RICORDATEVI: ABOLIRE I PRIMI PIATTI FARÀ SOLO DEL BENE ALLA VOSTRA SALUTE!