COME CURARE LA SINDROME DI ROEMHELD

I SINTOMI E LA CAUSA DELLA SINDROME DI ROEMHELD

La sindrome di Roemheld provoca tachicardia, batticuore, dolore al pettorespiro difficile fino al senso di soffocamento,  ansietà fino alla paura di morire. È  dovuta ad un cospicuo accumulo di gas nell’intestino, causato dalla fermentazione intestinale dei carboidrati, la quale si riconosce per la presenza di gonfiore addominale e di altri disturbi digestivi quali  irregolarità nella defecazione mal di stomaco. La cura  della sindrome di Roemheld deve quindi essere incentrata sulla riduzione della fermentazione.sindrome di roemheld

DUE CONSIGLI PER MIGLIORARE LA SINDROME DI ROEMHELD

Voglio qui darvi innanzitutto due semplici consigli per ridurre la fermentazione intestinale, e quindi per migliorare la sindrome di Roemheld. Per prima cosa tenete presente che i cibi mangiati a colazione vengono totalmente assimilati dall’intestino, mentre una parte di ciò che si mangia a cena si accumula nell’intestino di notte sotto forma di residui fecali che fermentano. Quindi il primo segreto per ridurre la fermentazione è: abituatevi a fare una colazione sostanziosa e mangiate un po’ meno a cena !

Il secondo consiglio per migliorare la sindrome di Roemheld è di ridurre l’apporto di amidacei bolliti in acqua. Com’è noto, gli amidi fanno parte dei carboidrati, e i cibi amidacei più consumati sono il riso, le farine di grano e mais, e le patate. Se questi vengono cotti al forno, la loro consistenza più o meno asciutta ne facilita la masticazione e la loro impregnazione con la saliva, consentendo la prima digestione salivare dei carboidrati che comincia già in bocca. Se invece i cibi amidacei vengono bolliti in acqua (pasta, riso bollito, polenta, cous-cous, patate bollite, etc.), essi dopo la cottura restano impregnati d’acqua, il che impedisce alla saliva di penetrarvi durante la masticazione. In questo caso viene dunque a mancare la prima, importante, fase della digestione dei carboidrati, quella salivare. La seconda parte della digestione, quella intestinale, non può allora compiersi completamente, per cui il residuo indigerito dei carboidrati va in fermentazione nei tratti più bassi dell’intestino.

Abituatevi dunque a fare una colazione più sostanziosa del vostro solito, mangiando in essa tutto ciò che volete. A pranzo riducete almeno della metà il primo piatto, che è quello incriminato per gli amidacei bolliti, e se mai aumentate leggermente il secondo piatto e il pane. A cena eliminate totalmente il primo piatto, e – avendo fatto al mattino una colazione più sostanziosa – non dovreste sentire il bisogno di aumentare il secondo piatto, anzi vi dovrebbe venir spontaneo di diminuirlo.

LA CURA RADICALE DELLA SINDROME DI ROEMHELD

Questi sono i consigli per iniziare a vedere un miglioramento della sindrome di Roemheld, miglioramento che come vedrete è sicuro al 100%. Per guarirla radicalmente ci vuole qualcosa di più, ed io non conosco metodo migliore della Cura Mayr, che si pone come obiettivo di eradicare completamente la flora batterica fermentativa dall’intestino, quella flora che viene comunemente definita “cattiva”. La vostra pancia tornerà così bella piatta, perché non vi sarà più in essa il gas della fermentazione che la gonfia, e gli sgradevoli sintomi della sindrome di Roemheld saranno solo un ricordo. Tra l’altro sulla Cura Mayr ho scritto un libro cartaceo, disponibile anche in versione digitale, intitolato Dieta Mayr (RED Edizioni), che vi consiglio caldamente. Se poi volete contattarmi, cercherò di darvi qualche ulteriore consiglio, naturalmente senza alcun impegno da parte vostra.

LA TACHICARDIA MOLTE VOLTE È CAUSATA DAL GONFIORE ADDOMINALE!

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